Dr. Michele Canil
Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica, teapeuta EMDR di 1° e 2° livello
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.
Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.
Il dottor Michele Canil, neuropsicologo e psicoterapeuta a Treviso e Vittorio Veneto, parla delle problematiche relative all' insonnia in un' intervista per la trasmissione “Ore 13” in diretta il 20 gennaio 2019 sul canale Antenna Tre.
Soffrire di insonnia è molto comune, soprattutto in età adulta. Secondo le statistiche, in Italia sei individui su dieci accusano il disagio di non riuscire a dormire. L'insonnia può essere considerata patologica quando si protrae per un periodo dai sei mesi in poi; va curata perchè il riposo è fondamentale per la vita dell'essere umano. Il non dormire abbastanza può dare origine a vari disturbi sia fisici, come ad esempio gli stati infiammatori, che psicologici, come l'umore depresso. Per capire l'importanza del sonno, citiamo l'insonnia fatale, una malattia rara ma che esiste: chi ne soffre, presenta difficoltà talmente gravi dovute all'assenza di riposo fino ad arrivare al decesso.
Stress, ansia e depressione costituiscono le cause principali dell' insonnia. Un altro fattore che dà origine a questa patologia è la cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo, di cui al momento sappiamo molto poco. Alcuni affermano che sia riconducibile agli effetti psicologici che produce un evento particolare, altri ritengono sia causata da fattori organici o muscolari. Quello che è sicuramente chiaro è che mente e corpo lavorano insieme, quindi i nostri pensieri influenzano senza dubbio la funzionalità del nostro corpo.
Oltre a questo, l'insonnia può essere riconducibile anche a disturbi dell'apparato respiratorio (apnea notturna), all' assunzione di farmaci o alcol e droga, o più semplicemente ad un ambiente sfavorevole o rumoroso. Riguardo l'assunzione di farmaci è auspicabile confrontarsi con il proprio medico per trovare la dose giusta che comprometta il meno possibile la qualità del sonno. Sempre parlando di farmaci, è bene ricordare che alcuni sonniferi , nella fattispecie le benzodiazepine , possono intaccare lievemente la memoria, ma questo dipende da persona a persona perciò è sempre bene parlarne con il medico curante. Come ultima considerazione, molte persone preferiscono non assumere farmaci perchè temono che possano causare problemi nel risveglio e rallentamento nelle attività giornaliere: teniamo presente che esistono farmaci che semplicemente aiutano la fase di addormentamento e che vengono poi smaltiti durante la notte senza compromettere il risveglio.
Molto importante è l'igiene del sonno : per dormire bene, è buona cosa seguire una serie di consigli. Primo fra tutti, evitare di guardare schermi luminosi da almeno un paio d'ore prima di coricarsi (in particolare è sconsigliato dopo le 20): è comprovato che computer, tablet o telefoni cellulari, oltre a causare problemi alla vista, attivano il pensiero e le emozioni rendendo difficoltoso il rilassamento propedeutico al sonno. Più in generale, il fatto di ricercare informazioni attivando l'attività cerebrale crea nella persona emozioni e sensazioni che possono compromettere il rilassamento. Questo vale per tutti, ma soprattutto per coloro che soffrono di insonnia.
Un altro consiglio è quello di non dormire in un'unica giornata, ma accavallandone due; significa che è preferibile andare a dormire prima della mezzanotte e svegliarsi la mattina.
Anche la digestione influisce molto sul sonno: la sera, quindi, bisognerebbe evitare di assumere cibi o bevande che possano compromettere la buona digestione.
Infine, è utile anche verificare che l'ambiente circostante (livello di umidità, temperatura) e l'abbigliamento (comodo) siano favorevoli al rilassamento notturno.
Stress , ansia e depressione, come attestano numerose dimostrazioni scientifiche, possono influire molto sulla qualità del sonno. Lo stress causato da un'esperienza o da un evento attiva il cortisolo dal sistema nervoso centrale e questo intacca lo stato di sonno-veglia. In questi casi, per risolvere il problema dell'insonnia, deve essere risolto l'effetto causato dall'evento stressante.
Gli effetti causati sul sonno sono diversi a seconda che si parli di stress , ansia o depressione. Generalmente, stress ed ansia rendono più difficoltosa la fase dell'addormentamento nel senso che ci si addormenta molto tardi. La depressione invece comporta piuttosto risvegli mattutini con difficoltà di ri-addormentamento: in questo caso la persona, nonostante si senta stanca, non riesce a riprendere sonno.
Per curare l' insonnia esistono molte tecniche tra cui la sopra citata igiene del sonno, il controllo dello stimolo , la ristrutturazione cognitiva e le tecniche di rilassamento. Queste ultime sono piuttosto favorevoli, efficaci e prive di controindicazioni: citiamo ad esempio il rilassamento di Jacobson e lo Yoga che permettono di prepararsi al sonno, lavorando sulle frequenze cerebrali.
La tecnica del controllo dello stimolo prevede una serie di consigli per regolarizzare il ritmo sonno-veglia, tra cui ad esempio l'individuazione di un orario consono per andare a letto (cioè quando si percepiscono i primi segnali di sonno), utilizzare il letto solo per dormire (evitando altre attività che inibiscano il sonno come la lettura o la televisione), alzarsi e cambiare stanza qualora vi fosse difficoltà di addormentamento che si protrae oltre il quarto d'ora tornando a letto poi assonnati, evitare di dormire nel pomeriggio (sonnellino).
Per quanto riguarda la ristrutturazione cognitiva , è una tecnica attraverso cui si lavora sui pensieri inerenti al sonno che creano ansia generando difficoltà al sonno. Per fare un esempio, capita che ci si svegli di notte e, non riuscendo a riprendere sonno, si cominci a pensare che non dormendo l'indomani sarà difficile ad esempio lavorare. Questi pensieri generano ansia e tensione, riducendo ulteriormente la possibilità di riaddormentamento.
Un'altra tecnica non invasiva, è l' EMDR (dall'inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, trad. Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), come pure l' ipnosi, due tecniche ultimamente molto utilizzate che, se praticate correttamente, risultano essere molto efficaci. In particolare, l' EMDR, una tecnica innovativa che sta prendendo piede, sfrutta i movimenti oculari per rielaborare le sensazioni negative causate da eventi traumatici che, come detto precedentemente, sono spesso fonte di stress, ansia e depressione, cause principali di insonnia ed incubi notturni. I benefici derivanti da questo approccio terapeutico, riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute, sono spesso immediati, anche dopo pochi giorni di trattamento.
Molte persone, invecchiando, dormono meno: questo è fisiologico poiché alterandosi il metabolismo, anche il sonno si riduce. In questo caso, il ricavarsi dei rituali giornalieri (come ad esempio un bagno caldo prima di coricarsi o una tazza di tisana – ricordiamo che passiflora e biancospino sono le uniche erbe utili al sonno) può essere favorevole all'addormentamento.
Per concludere, una persona che presenta disturbi del sonno, una volta constatato con il proprio medico di fiducia che l'insonnia non è dovuta a fattori organici (come ad esempio disturbi gastrici o dell'apparato respiratorio), può rivolgersi allo psicoterapeuta che lo aiuterà a determinare la causa psicologica del disturbo attraverso la tecnica terapeutica più adatta al paziente.
Dr. Michele Canil
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